Marco Zara
About
Il percorso lavorativo che ho intrapreso (addetto alla protezione ambiente sicurezza per la Solvay di Porto Marghera, Venezia) ha portato evidenti contaminazioni nel mio personale modo di concepire l’arte. La fusione di una realtà produttiva industriale con quella impalpabile del pensiero, nell’obiettivo di ottenere un unico prodotto artistico che esprima queste due realtà opposte e di differente natura, è il mio obiettivo.
Utilizzo sottoprodotti di lavorazioni chimiche, ossidi di metalli di transizione e non, solubilizzandoli per poi farli ricomparire con semplici alterazioni del ph. Modificando le viscosità delle miscele fluide composte da colle, gesso, polveri di diverse nature, cerco di dare una gestualità sempre diversa alle materie che vanno a comporre il lavoro finale! Vicina alla nostra quotidianità, ai nostri meccanismi biologici, la vita è una continua reazione chimica!
Un impatto visivo forte quello delle produzioni. Architetture improbabili, ambienti malati di profumi che non appartengono alla natura, chiaro segno dell’alterazione degli spazi da parte dell’uomo.
Fondere la gioia della creatività con il quotidiano della vita pratica, usare quelle realtà che spesso siamo indotti a subire, cercando di dare loro una direzione umana, questo l’obbiettivo della mia ricerca. Riuscire a raccontare le persone che dentro a queste meccanismi spendono il loro tempo, diventerebbe una discussione sull’uomo e aiuterebbe a comprendere quelle situazioni lontane, spesso volutamente nascoste.
Bio
Marco Zara
18/05/1972
Mirano (VE)
Ho lavorato per 13 anni in aziende chimiche.
Da tre anni vivo a Venezia e studio a BO, presso l’Accdemia di Belle Arti. Precedentemente ho intrapreso studi chimici: perito chimico, e successivamente Chimica e Tecnologie farmaceutiche presso l’Università di Padova, città nella quale ho vissuto per tre anni.







