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L’arte si esprime: “Cosi’ lontano, cosi’ vicino”
Il 15 Giugno alle 18.00, inaugura a Bologna “Così lontano, così vicino”, la mostra realizzata per ristabilire un dialogo con l’arte contemporanea.
L’evento è organizzato da stARTers, associazione che nasce con l’intento di costruire, insieme agli artisti ed agli spettatori, un contesto in cui sia possibile una vera comunicazione artistica, un precedente di dialogo che inauguri una nuova era: quella in cui l’arte non è destinata ai collezionisti, ma alle persone.
Giovani artisti emergenti presenteranno i propri lavori, raccontando attraverso la menzogna dell’arte la loro visione della realtà.
La mostra è aperta a tutti e ad ingresso gratuito; nel centro di Bologna, in via Capo di Lucca 12a.
Buffet d’inaugurazione il 15 Giugno 2010, ore 18.00
La mostra resterà aperta fino al 20 Giugno 2010, dalle 15.00 alle 23.00.
Programma:
Martedì 15 Giugno, 18.00
Buffet d’inaugurazione
Mercoledì 16 Giugno, 18.00
Performance di creazione T-shirt
Musica dal vivo
Giovedì 17 Giugno, 18.00
Performance di live painting
Musica dal vivo
Venerdì 18 Giugno, 18.00
Aperitivo con tanta gente
Sabato 19 Giugno, 18.00
Aperitivo con tantissima gente
Domenica 20 Giugno, 18.00
Premiazione lotteria T-shirt
Evento su: Facebook – MySpace – zero.eu – Bolobazzalive – Bolognalife – Capodilucca – Modo Infoshop
Opere
Gabriele Bacchiarri
Silvia Fiore Bernardi
Gualtiero Bertoldi
Virginia Caldarella
Stefano Carpentieri
Dario Cogliati
Davi De Melo Santos
djjeck
Denise Ferrari
Michele Gattuso
Marianna Marchioro
NemO’S
Omer TdK – Emiliano Rubinacci
Zoeli Rota
Programma
Martedì 15 Giugno, 18.00
Buffet d’inaugurazione
Mercoledì 16 Giugno, 18.00
Performance di creazione T-shirt
Musica dal vivo
Giovedì 17 Giugno, 18.00
Performance di live painting
Musica dal vivo
Venerdì 18 Giugno, 18.00
Aperitivo con tanta gente
Sabato 19 Giugno, 18.00
Aperitivo con tantissima gente
Domenica 20 Giugno, 18.00
Premiazione lotteria T-shirt
Comunicato stampa
Il 15 Giugno alle 18.00, inaugura a Bologna “Così lontano, così vicino”, la mostra realizzata per ristabilire un dialogo con l’arte contemporanea.
L’evento è organizzato da stARTers, associazione che nasce con l’intento di costruire, insieme agli artisti ed agli spettatori, un contesto in cui sia possibile una vera comunicazione artistica, un precedente di dialogo che inauguri una nuova era: quella in cui l’arte non è destinata ai collezionisti, ma alle persone.
Giovani artisti emergenti presenteranno i propri lavori, raccontando attraverso la menzogna dell’arte la loro visione della realtà.
La mostra è aperta a tutti e ad ingresso gratuito; nel centro di Bologna, in via Capo di Lucca 12a.
Buffet d’inaugurazione il 15 Giugno 2010, ore 18.00
La mostra resterà aperta fino al 20 Giugno 2010, dalle 15.00 alle 23.00.
Evento su: Facebook – MySpace – zero.eu – Bolobazzalive – Bolognalife – Capodilucca – Modo Infoshop
In concreto…
Un esempio significativo del nostro lavoro è il modo in cui, nelle nostre mostre, creiamo i cartellini che accompagnano le opere.
Come forse è già chiaro, non ci piace il linguaggio tradizionale della critica, che suggerisce un’interpretazione arbitraria, spesso aggiungendo messaggi e riferimenti non oggettivamente contenuti nell’opera, costruendo un discorso di contestualizzazione spesso troppo complesso per chi non è istruito in materia.
È anche vero che se invece fosse l’artista stesso a dare troppe informazioni sulle proprie opere, le banalizzerebbe e le sminuirebbe a dei semplici artifici.
Ancora più grave sarebbe proporre un’opera senza fornire gli elementi minimi necessari per la propria lettura, ad esempio omettendo, qualora rilevanti alla veicolazione del messaggio, dettagli tecnici di realizzazione, informazioni biografiche sull’artista, aneddoti legati al soggetto dell’opera…
In un delicato equilibrio tra questi estremi, cerchiamo di costruire un contatto diretto tra lo spettatore poco avvezzo all’arte, e l’artista stesso.
Lo stile che abbiamo adottato è molto simile a quello delle FAQ (Frequently Asked Questions), che adopera domande all’apparenza banali per innescare un dialogo che suggerisca i temi dell’opera, e chiarisca i confini tra l’intenzionalità dell’artista e lo spazio dell’interpretazione soggettiva.
Ecco alcuni esempi (passa con il mouse sopra le opere):

Così lontano, così vicino
C’era una volta l’arte che voleva parlare con la gente, ma non si ricordava più come fare. Alla fine decise di farlo con una mostra.
“Così lontano, così vicino” incarna proprio questo tentativo: costruire un dialogo tra l’opera e il suo fruitore naturale. Il critico, il curatore, l’artista, lo storico dell’arte, il collezionista devono far spazio ad un’altra importante figura del dialogo artistico: la persona.
Non vogliamo uno spazio espositivo fatto di spazio, bensì fatto di scambio: quando si vive così ammucchiati gli uni agli altri, qualunque gesto che si compie si ripercuote su chi ti sta intorno. Queste ripercussioni sono istantanee e fisiche, eppure i gesti dell’arte contemporanea utilizzano un linguaggio quasi incomprensibile per la maggior parte della popolazione.
Con questa mostra vogliamo provare a minare le barriere di pregiudizi che bloccano il relazionamento con la realtà contemporanea. Dobbiamo far comunicare due mondi apparentemente così distanti tra loro, ma che in realtà costituiscono un binomio inscindibile: arte e società, così lontane e così vicine.
“Così lontano così vicino” è quindi un dialogo sul rapporto con l’arte, ma, mentre racconta un’unica cosa, ne racconta anche molte altre.
Le singole opere reinventano questo concetto di volta in volta, utilizzando il binomio lontano-vicino per mettere in scena ogni possibile contrasto tra ciò che potrebbe essere e ciò che invece è, tra ciò che appare familiare ma che è in realtà alieno, tra il mondo che abbiamo intorno e un’utopia tanto auspicabile quanto inarrivabile. Un tema aperto che però sottolinea una caratteristica che accomuna qualunque opera: mostrandoci una menzogna, ci permette di capire la realtà delle cose. E’ osservando ciò che si vede alle spalle, che si comincia a pensare a ciò che si ha di fronte, che fino a quel momento non si vedeva.
Cosi’ lontano cosi’ vicino
C’era una volta l’arte che voleva parlare con la gente, ma non si ricordava più come fare. Alla fine decise di farlo con una mostra.
“Così lontano, così vicino” incarna proprio questo tentativo: costruire un dialogo tra l’opera e il suo fruitore naturale. Il critico, il curatore, l’artista, lo storico dell’arte, il collezionista devono far spazio ad un’altra importante figura del dialogo artistico: la persona.
Non vogliamo uno spazio espositivo fatto di spazio, bensì fatto di scambio: quando si vive così ammucchiati gli uni agli altri, qualunque gesto che si compie si ripercuote su chi ti sta intorno. Queste ripercussioni sono istantanee e fisiche, eppure i gesti dell’arte contemporanea utilizzano un linguaggio quasi incomprensibile per la maggior parte della popolazione.
Con questa mostra vogliamo provare a minare le barriere di pregiudizi che bloccano il relazionamento con la realtà contemporanea. Dobbiamo far comunicare due mondi apparentemente così distanti tra loro, ma che in realtà costituiscono un binomio inscindibile: arte e società, così lontane e così vicine.
“Così lontano così vicino” è quindi un dialogo sul rapporto con l’arte, ma, mentre racconta un’unica cosa, ne racconta anche molte altre.
Le singole opere reinventano questo concetto di volta in volta, utilizzando il binomio lontano-vicino per mettere in scena ogni possibile contrasto tra ciò che potrebbe essere e ciò che invece è, tra ciò che appare familiare ma che è in realtà alieno, tra il mondo che abbiamo intorno e un’utopia tanto auspicabile quanto inarrivabile. Un tema aperto che però sottolinea una caratteristica che accomuna qualunque opera: mostrandoci una menzogna, ci permette di capire la realtà delle cose. E’ osservando ciò che si vede alle spalle, che si comincia a pensare a ciò che si ha di fronte, che fino a quel momento non si vedeva.





















