Così Lontano Così Vicino
Live Painting by NemO’S !!!!
La storia dei muri che ospitano Spaziosottobosco è ricca di nomi fondamentali per la storia della street art italiana.
Martedì 12 Aprile alle 17.30 la storia continua con NemO’S, giovane street artist, che aggiungerà gli anni 2000 alla facciata della casa!
Potete già iscrivervi all’evento su Facebook.
Per saperne di più visitate il profilo di NemO’S.
Così lontano, così vicino.
Inaugurazione 9 Aprile 2011 ore 19.30
Spaziosottobosco, Via Vigevano 2a, Milano.
Gli artisti
- -Denise Ferrari-
- -NemO’S-
- -Gualtiero Bertoldi-
- -Zoeli Rota-
- -Pietro Giromini-
- -Stefano Carpentieri-
- -Monica Sardecchia-
Progetto a cura di Chiara Frustaglia e Giulia Currà.
“Consideriamo, a titolo di esempio, un mezzo assai comune: Un paio di scarpe da contadino.
Per descrivere non occorre affatto avere un paio di occhi. Tutti sanno cosa sono.”M.HEIDEGGER, L’origine dell’ opera d’arte.
Non stiamo parlando di un cucchiaio da minestra.
Non stiamo parlando di un cucchiaio di design.
Forse non stiamo parlando nemmeno di un cucchiaio.
La mostra vuole focalizzare lo sguardo sull’arte che svuota l’oggetto dalla sua funzione quotidiana e lo trasforma in materia.
La lampada diventa ferro. La sedia diventa stoffa. Un bancale diventa scultura.
L’artista diventa cleptomane, ruba dalla realtà strumenti rinchiusi in regole sociali e riattiva la loro essenza originaria.
E’ come se stessimo parlando di un nuovo mondo formatosi grazie ad un nuovo sguardo, quasi infantile, dove ogni singola parte riacquista valore, il così detto “oggetto ansioso”, ambiguo e senza una collocazione reale, diventa indispensabile per le fondamenta di questo nuovo mondo dove l’artista trova la propria dimensione.
Il salone del mobile diventa un pretesto per parlare di casa come identità (noi siamo la nostra casa) e non come arredamento. L’arte non arreda.
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Durata: 9-17 aprile 2011
Luogo: Spazio SOTTOBOSCO, Via Vigevano 2/a Milano
Orari apertura:
Lunedì-Giovedì 16.00-20.00
Venerdì-Domenica 17.00-21.00
Riferimenti telefonici:
cell 333-3853437/349-3614937
Ingresso gratuito
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Spazio sottobosco
my_space: http://www.myspace.com/spaziosottobosco
In concreto…
Un esempio significativo del nostro lavoro è il modo in cui, nelle nostre mostre, creiamo i cartellini che accompagnano le opere.
Come forse è già chiaro, non ci piace il linguaggio tradizionale della critica, che suggerisce un’interpretazione arbitraria, spesso aggiungendo messaggi e riferimenti non oggettivamente contenuti nell’opera, costruendo un discorso di contestualizzazione spesso troppo complesso per chi non è istruito in materia.
È anche vero che se invece fosse l’artista stesso a dare troppe informazioni sulle proprie opere, le banalizzerebbe e le sminuirebbe a dei semplici artifici.
Ancora più grave sarebbe proporre un’opera senza fornire gli elementi minimi necessari per la propria lettura, ad esempio omettendo, qualora rilevanti alla veicolazione del messaggio, dettagli tecnici di realizzazione, informazioni biografiche sull’artista, aneddoti legati al soggetto dell’opera…
In un delicato equilibrio tra questi estremi, cerchiamo di costruire un contatto diretto tra lo spettatore poco avvezzo all’arte, e l’artista stesso.
Lo stile che abbiamo adottato è molto simile a quello delle FAQ (Frequently Asked Questions), che adopera domande all’apparenza banali per innescare un dialogo che suggerisca i temi dell’opera, e chiarisca i confini tra l’intenzionalità dell’artista e lo spazio dell’interpretazione soggettiva.
Ecco alcuni esempi (passa con il mouse sopra le opere):

Così lontano, così vicino
C’era una volta l’arte che voleva parlare con la gente, ma non si ricordava più come fare. Alla fine decise di farlo con una mostra.
“Così lontano, così vicino” incarna proprio questo tentativo: costruire un dialogo tra l’opera e il suo fruitore naturale. Il critico, il curatore, l’artista, lo storico dell’arte, il collezionista devono far spazio ad un’altra importante figura del dialogo artistico: la persona.
Non vogliamo uno spazio espositivo fatto di spazio, bensì fatto di scambio: quando si vive così ammucchiati gli uni agli altri, qualunque gesto che si compie si ripercuote su chi ti sta intorno. Queste ripercussioni sono istantanee e fisiche, eppure i gesti dell’arte contemporanea utilizzano un linguaggio quasi incomprensibile per la maggior parte della popolazione.
Con questa mostra vogliamo provare a minare le barriere di pregiudizi che bloccano il relazionamento con la realtà contemporanea. Dobbiamo far comunicare due mondi apparentemente così distanti tra loro, ma che in realtà costituiscono un binomio inscindibile: arte e società, così lontane e così vicine.
“Così lontano così vicino” è quindi un dialogo sul rapporto con l’arte, ma, mentre racconta un’unica cosa, ne racconta anche molte altre.
Le singole opere reinventano questo concetto di volta in volta, utilizzando il binomio lontano-vicino per mettere in scena ogni possibile contrasto tra ciò che potrebbe essere e ciò che invece è, tra ciò che appare familiare ma che è in realtà alieno, tra il mondo che abbiamo intorno e un’utopia tanto auspicabile quanto inarrivabile. Un tema aperto che però sottolinea una caratteristica che accomuna qualunque opera: mostrandoci una menzogna, ci permette di capire la realtà delle cose. E’ osservando ciò che si vede alle spalle, che si comincia a pensare a ciò che si ha di fronte, che fino a quel momento non si vedeva.





