Così lontano, così vicino

apr 9, 2010 scritto da admin    Nessun Commento   

C’era una volta l’arte che voleva parlare con la gente, ma non si ricordava più come fare. Alla fine decise di farlo con una mostra.
“Così lontano, così vicino” incarna proprio questo tentativo: costruire un dialogo tra l’opera e il suo fruitore naturale. Il critico, il curatore, l’artista, lo storico dell’arte, il collezionista devono far spazio ad un’altra importante figura del dialogo artistico: la persona.

Non vogliamo uno spazio espositivo fatto di spazio, bensì fatto di scambio: quando si vive così ammucchiati gli uni agli altri, qualunque gesto che si compie si ripercuote su chi ti sta intorno. Queste ripercussioni sono istantanee e fisiche, eppure i gesti dell’arte contemporanea utilizzano un linguaggio quasi incomprensibile per la maggior parte della popolazione.
Con questa mostra vogliamo provare a minare le barriere di pregiudizi che bloccano il relazionamento con la realtà contemporanea. Dobbiamo far comunicare due mondi apparentemente così distanti tra loro, ma che in realtà costituiscono un binomio inscindibile: arte e società, così lontane e così vicine.

“Così lontano così vicino” è quindi un dialogo sul rapporto con l’arte, ma, mentre racconta un’unica cosa, ne racconta anche molte altre.
Le singole opere reinventano questo concetto di volta in volta, utilizzando il binomio lontano-vicino per mettere in scena ogni possibile contrasto tra ciò che potrebbe essere e ciò che invece è, tra ciò che appare familiare ma che è in realtà alieno, tra il mondo che abbiamo intorno e un’utopia tanto auspicabile quanto inarrivabile. Un tema aperto che però sottolinea una caratteristica che accomuna qualunque opera: mostrandoci una menzogna, ci permette di capire la realtà delle cose. E’ osservando ciò che si vede alle spalle, che si comincia a pensare a ciò che si ha di fronte, che fino a quel momento non si vedeva.

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